mercoledì 14 giugno 2006

LA VIA FRANCIGENA DA PAVIA A ROMA




























Vacanze in bicicletta




14 / 25 Giugno 2006






Castronno / R o m a
















P r e m e s s a









L'inizio di tutto questo, non nasce dal nulla ma risale esattamente ad un anno fa, esattamente verso il 23 di Giugno 2005 e mi apprestavo a raggiungere Santiago de Compostela. Nella foga di raggiungere una meta tanto ambita e tanto sognata, dentro di me caminciava a farsi sentire una vocina che mi ripeteva : Il prossimo anno farai la via Francigena, ossia il sentiero che annualmente accompagna a Roma centinaia di pellegrini, e da come me l'avevano descritta, è altrettanto bella paesaggisticamente parlando e seconda a nessuno in fatto di opere d'arte, musei, chiese ecc.ecc, ed inoltre, da non sottovalutare, è che l'abbiamo in casa nostra. Bisogna anche considerare che è una logica conseguenza , infatti dopo che hai raggiunto Santiago, dentro di te senti il desiderio di raggiungere Roma, il centro più importante della cristianità e poi per i più fortunati, dulcis in fundo, ci potrebbe stare anche la Terra Santa, che al momento la vedo lontanissima, quasi fosse un miraggio. Infatti rialacciandomi alla famosa"vocina " di poco fa, quando si entra nell'idea di effettuare un pellegrinaggio, non è che si decide dalla sera alla mattina, ma oserei dire che è come se scattasse un comando interiore che nasce e prende forma, e da dove se non dal cuore, concretizzandosi giorno per giorno, fino al momento della sua definitiva realizzazione. Ritornando alla via Francigena, durante il lungo inverno, ho avuto tutto il tempo di documentarmi sia con internet , sia consultando alcune guide ed ai primi di marzo, ho gia tutto pronto in fatto di cartine, percorsi, sentieri, pernottamenti ecc.ecc. Ai primi tepori primaverili inizio la preparazione atletica che è molto importante alfine della buona riuscita del viaggio. Di fatto sono arrivato senza accorgermi a metà maggio, con quasi tutto pronto. A fine maggio, la visita medico sportiva ha dato anche per quest'anno, esito favorevole per cui a questo punto solo qualche problema dell'ultimo momento potrebbe rovinare i miei propositi. Ai primi di giugno preparo la mia compagna di tante avventure in assetto da viaggio, e come al solito mi si ripresenta il solito dilemma, cosa porto ? cosa lascio ? Le borse, più di tanto non possono contenere !





Martedi' 13 Giugno



tutto è a puntino, anche le previsioni meteo sono dalla mia, ho sentito che in questi giorni c'è in arrivo un anticiclone delle Azzorre che dovrebbe garantire bel tempo e molto caldo almeno per quindici giorni, non potevo aspettarmi di meglio. Ho telefonato a Pavia a Don Armando che è il referente di zona per la via Francigena, per farmi riservare una camera per la notte del 14. Domani è il gran giorno, si parte...............!






Prima Tappa



Mercoledi' 14 Giugno 2006



Castronno / Pavia Km. 85



Sveglia alle 5,30, faccio tutto quanto con calma senza nulla tralasciare ed alle sette sono pronto per prendere il volo. Anna si è alzata di buon ora per salutare il suo ciclista , un ultimo saluto ed un forte abbraccio, le solite raccomandazioni e poi via. Parto in direzione di Gallarate. La temperatura è ancora fresca , passo nell'ordine : Gallarate, Castano, Abbiategrasso, Magenta ed infine Pavia: faccio una brevissima visita a Motta Visconti per salutare Don Claudio, e per avere da lui qualche buon consiglio; Don Claudio era stato da me interpellato tempo fa per avere notizie sul percorso, è un sacerdote sui 50/55 anni, molto sportivo e da diversi anni organizza coi suoi ragazzi e non dell'oratorio , dei pellegrinaggi in bicicletta, ovvero :




2004 Santiago de Compostela
2005 La via Francigena
2006 Umbria, i luoghi di San Francesco
2007 Terra Santa [ in previsione ].





Per l'occasione ho pregato don Claudio di farmi avere il programma per il prossimo anno perché se non ci saranno intoppi, sarei felicissimo di potervi partecipare. Ringrazio quindi il don e riprendo la mia corsa. Il caldo comincia a farsi sentire, verso la mezza raggiungo Pavia, il traffico è abbastanza caotico però in centro ci sono parecchie isole pedonali accessibili alle biciclette per cui si riesce a viaggiare discretamente. Raggiungo il mio rifugio per la notte e sinceramente è molto meglio di come m'aspettavo. Una camera coi fiocchi, al primo piano, molto luminosa con dei servizi lindi che di più non si può. Chiedo il costo del pernottamento e mi dicono che per i pellegrini il servizio è gratuito; farò poi un'offerta alla parrocchia di don Armando, che avrò modo di salutare nel pomeriggio in occasione della S.Messa. E' una persona molto cordiale , mi chiede se mi sono sistemato bene, è tutto entusiasta della sua bella chiesa in rione Borgo Ticino; si tratta di Santa Maria in Bethlemme, una chiesa Romanica con un bel portale. Prendo quindi possesso della mia camera e come di consueto do priorità ad una piacevolissima doccia, un po di bucato e per finire un buon riposo ristoratore. Nel frattempo ho fatto un paio di telefonate per assicurarmi un posto letto per l'indomani. Successivamente ho preso contatti con Danilo che abita sull'argine del Po in località Sopravivo [ Piacenza ] il quale ha una convenzione con il Comune, per traghettare i pellegrini con la sua barca dalla sponda di Pavia alla sponda di Piacenza, per cui prendo accordi con lui per effettuare per domani la traversata del fiume. Ho riposato fino alle 17, un breve giro per la città per vedere il centro storico ed i monumenti più importanti ed in serata ho pranzato presso un ristorantino toscano niente male, nei pressi del ponte coperto o Ponte Vecchio.









Pavia è un'antica città attraversata dal fiume Ticino, dal caratteristico aspetto medioevale , con monumenti insigni, sopra tutto del periodo romanico; importante centro industriale e di mercati agricoli. Molto bello e caratteristico il Ponte Vecchio, risalente al 1354. Di grande interesse il Duomo e la basilica di San Michele, che è uno dei monumenti più insigni di Pavia ed anche uno stupendo capolavoro dell'architettura romanica.

















Sul tardi una chiamata a casa ed Anna mi assicura che è tutto ok per cui rientro abbastanza presto con la certezza di farmi un'ottima dormita.






Seconda Tappa




Giovedi' 15 Giugno



Pavia / Fiorenzuola d'Arda km. 85 progressivi km. 170



Ho trascorso una notte non dico in bianco, ma un po agitata, nel senso che non riuscivo a prender sonno, forse anche a causa del caldo. Sta di fatto che alle cinque ho preso la decisione di alzarmi, vestirmi, riordinare e partire, il tutto senza far, data l'ora, il benchè minimo rumore. Praticamente alle sei sono gia nell'atrio pronto per uscire, però non trovo la chiave del portone. Ho pazientato fino alle 6,30 quando sopraggiunge un ragazzotto mattiniero che mi svela il trucco, basta girare la maniglia a fondo e con un colpo secco il portone si apre; immaginavo che c'era qualche marchingegno ma non essendo a casa mia , ho preferito attendere senza disturbare. Lascio il mio rifugio, le vie sono praticamente deserte, la tremperatura fresca. Esco dal centro di Pavia per dirigermi verso Fiorenzuala d'Arda. Seguo alla lettara tutte le località che la guida in mio possesso mi indica ed effettivamente il percorso si allunga, però l'andare è più tranquillo e si pedala con più calma e sopra tutto si elimina completamente il traffico che ai poveri ciclisti, dà maledettamente fastidio. Raggiungo San Giacomo della Cerreta dove la guida mi segnala una bella chiesa dedicata per l'appunto al Santo, con una magnifica serie di affreschi raffiguranti San Giacomo pellegrino, un campanile cilindrico e con la facciata della chiesa decorata in terracotta, ma data l'ora il custode dorme ancora sonni tranquilli per cui a malincuore devo rinunciare e proseguire per la mia strada. A pochi minuti da San Giacomo, mi fermo ad un supermercato di Chignolo Po per acquistare una crema contro le scottature in quanto in questi giorni di metà giugno, il sole non scherza e prendo anche l'occasione per dare un'occhiata dall'esterno al castello Procaccini che mi dicono sia stato restaurato di recente.






Anticamente era appartenuto ai Frati Benedettini, ma poi in seguito è stato acquisito da una facoltosa famiglia della zona, per l'appunto la famiglia Procaccini. Pedalato su pedalata, mi dirigo verso il luogo dove dovrò attraversare il fiume Po. Giunto in prossimità di Orio Litta telefono al signor Danilo che, come dicevo poc'anzi è la persona incaricata di effettuare questo servizio e ci diamo appuntamento per le ore 10,30 in località Corte Sant'Andrea. Danilo arriva puntuale , carichiamo la bici sulla sua barca con un pò di difficoltà in quanto la passerella è molto ripida. La traversata è tranquilla ed in venti minuti circa siamo sulla riva opposta. Danilo è una persona molto cordiale, anche se essere cordiale fa parte del suo lavoro, ha puntato tutte le sue risorse sui pellegrini che transitano sulla via Francigena ; anni fa ha acquistato un vecchio cascinale e ristrutturatolo, ospita i pellegrini di passaggio offrendo loro a modico prezzo, un giaciglio per la notte ed un ottimo servizio di ristoro.






Ha moglie ed un figlio piccolo e mi confida che per il servizio che effettua , in base al numero di pellegrini che trasporta, gli viene corrisposto un certo compenso. Mi mostra casa sua, mi presente la sua famiglia che saluto calorosamente e dopo una breve rinfrescata ringrazio dirigendomi verso Piacenza, fra una miriade di stradine sterrate tutte perfettamente uguali che ad un certo punto ho l'impressione di trovarmi nel bel mezzo di un labirinto. Strano a dirsi ma ho la netta sensazione che sto viaggiando nella direzione opposta, quasi avessi un sesto senso. Dopo essermi informato circa la giusta direzione, scopro che la mia convinzione era esatta, stavo andando nella direzione opposta. Aggiusto il tiro e proseguo di buona lena per recuperare il tempo perso. Il caldo nel frattempo è diventato insopportabile , siamo sui 35/38 ° ed a questo punto mi ricarico con una buona birra dirigendomi su Piacenza che volutamente evito perchè ho brutti ricordi che non voglio assolutamente rammentare. Ho faticato non poco a trovare la giusta direzione per Fiorenzuola, poi finalmente a furia di chiedere ci sono riuscito. Imbocco la via Emilia che non è altro che un interminabile rettilineo che passando per numerosi piccoli centri abitati e per numerose zone industriali , arriva poi alla fine a Fiorenzuola d'Arda. Il caldo è terribile e la mia meta sembra non arrivare mai. Ancora qualche piccolo centro abitato ed eccoci finalmente a destinazione. Mi dirigo immediatamente verso la Colleggiata dedicata a San Fiorenzo da Tour che diede il nome alla cittadina dove ho appuntamento con don Gianni, persona molto fine e discreta, mi fa alcune domande di circostanza e mi accompagna ai miei appartamenti, non sono signorili come a Pavia, sarebbe pretendere troppo, comunque il posto è o k e non manca nulla, sono sempre al primo piano con finestra che si affaccia sulla via che affianca la chiesa. La cameretta è accogliente con tre letti, però sono solo. Mi metto subito a mio agio, una doccia, un riposino ed una breve passeggiata per tirare l'ora di cena. Ho cenato presso un piccolo ristorante adiacente la chiesa e poi ho chiamato Anna per il nostro appuntamento serale, le notizie sono rassicuranti, il nonno sta bene. La giornata odierna è stata faticosa , non tanto per la distanza quanto per l'alta temperatura, ho bevuto parecchio, un pò di tutto che è l'unico rimedio per contrastare l'arsura.





Terza Tappa



Venerdi' 16 Giugno



Fiorenzuola / Sivizzano Km. 75 progressivi Km.245



Certamente la scorsa notte ho dormito bene, mi sono coricato abbastanza presto per cui ho avuto tutto il tempo per recuperare energie. Partenza anche oggi alle sei, il tempo è bello. Faccio pochi km di via Emilia poi la guida mi consiglia alcune strade interne parallele alla principale, si allunga un pò il percorso però ne vale la pena in quanto la via Emilia è ad alto rischio e la utilizzo quando proprio non riesco a farne a meno. Infatti subito dopo Fiorenzuola mi dirigo sempre all'interno, in località Castelnuovo, completamente immersa nella campagna coltivata e nel verde di numerosi boschi adiacenti,






fino a raggiungere Villa Oppi che non è che una vecchia villa, ha le sembianze di un castello con relativo torrione di avvistamento, situata proprio nel mezzo della campagna coltivata intensamente ed acquistata da una famiglia di contadini che ne lavorano la terra industrialmente.









Il sentiero che sto seguendo passa proprio nel bel mezzo della loro proprietà , dopo che ho varcato l'enorme cancello perennemente aperto e transito davanti alla villa, mi sono visto attorniato da ben otto cagnolini che seppure inoffensivi, abbaiano tutti a squarciagola e come poi mi spiegava il titolare dell'azienda, il loro compito è solo quello di richiamare la loro attenzione. Da villa Oppi sempre per sentieri giungo a Fidenza dove è d'obbligo fare una visita al Duomo, costruito tra il 1200 ed il 1300, dedicato a San Donnino, protettore dei viandanti. La chiesa è in stile romanico molto bella e sulla cui facciata si può ammirare una statua di San Simone che con l'indice della la propria mano, indica ai pellegrini la via da seguire per raggiungere Roma. Questa mattina ho avuto modo di mettere alla prova le mie doti di scalatore, perchè appena fuori dal'abitato di Costamezzana, mi sono trovato una bella salita di circa tre km che ho brillantemente superato e proprio durante questa salita, per una banale distrazione ho fatto una caduta, quasi da fermo, per fortuna senza conseguenze; praticamente non sono riuscito a sganciarmi la scarpa sinistra dal puntapiede e mi sono adagiato sull'asfalto, come un ......pipa! Non è successo nulla, nemmeno un graffio, però ho rischiato parecchio, dovrò stare più attento con quegli aggeggi anche se li sto utilizzando poco e solo in salita. Passo anche Madesano dove ho trovato anche il tempo di recarmi sulla sponda del Taro per farmi un buon panino in santa pace ed anche per un breve pediluvio. Ritemprato da questa breve sosta, proseguo per Fornovo e qui come dice Claudio, mi son fatto una birretta per caricarmi un pò le batterie; io sostanzialmente sono astemio, però quando sono affaticato come in questa circostanza, una birretta mi da la.........carica! solo una si intende ! Passo Fornovo e proseguo, questa pomeriggio dovrei raggiungere Sivizzano [ Parma ] dove questa sera pernotterò.










Per arrivarci ci sono circa quattro km di leggera salita, ma non importa, le gambe girano che è un piacere, piuttosto oggi ho l'impressione di aver preso troppo sole e sento il viso che scotta, domani andrà meglio. Al mio arrivo come al solito seguo le istrizioni della guida e mi reco in parrocchia dove vengo informato che don Dante è all'ospedale. Suono il campanello e si affaccia un tizio che si presenta come signor Adorni che in assenza del parroco, ne cura l'ambiente della parrocchia. Il posto è molto carino, un cortiletto ad archi, il tutto con pietre a vista ediacente il campanile.









Non essendoci il parroco, il signor Adorni non può far altro che consegnarmi le chiavi di un grande locale polivalente dove trovo di tutto, dalla cucina enorme ad un ampio salone con numerosi tavoli. L'unico cosa che manca purtroppo è per me la più importante, manca un buon letto per poter riposare per questa notte. Chiedo presso l'unico Bar del paese se ci fosse la possibilità di trovare da dormire eventualmente presso qualche famiglia, ma invano. A questo punto mi devo inventare qualcosa , tanto per una sola notte non muore nessuno, avvicino due tavoloni, metto sotto qualcosa di morbido e poi sopra il mio sacco a pelo e strano a dirsi ho dormito tutta la notte un sonno profondo, praticamente dalle 23 alle quettro e trenta del mattino ed alla sveglia mi sono sentito molto riposato, che fisico ragazzi ! Tornando al presente, ho preso possesso dell'ambiente, una buona rinfrescata ed un breve giretto in paese. Sivizzano è un piccolo centro di poche case, ai piedi della Cisa. Mi sono accordato presso l'unico bar per la cena di questa sera, una cosa molto semplice in quanto con tutto il sole che ho preso al momento non mi sento molto in palla. Rientrato nei miei alloggi, ho fatto una bella chiaccherata col signor Adorni, una gran brava persona, molto aperta e molto colta. Mi racconta che sta facendo del volontariato a livello nazionele, ora è in pensione e prima lavorava in fabbrica ed in passato deve aver avuto grossi problemi di depressione e di esaurimento nervoso. Raggiunta la pensione , ha raggruppato una sorta di equipe e con loro ha studiato i vari aspetti della malattia e coi suoi collaboratori tiene conferenze in tutt'Italia. E' preparatissimo nel suo campo ed è attorniato da persone molto valide sia come medici che specialisti ecc. Ha creato con loro un centro per la cura della depressione e molti si rivolgono a lui ed alla sua organizzazione per farsi aiutare ad uscire da quella che è chiamata il male del secolo : la depressione in tutti i suoi aspetti. Prima di ritirarmi, sono salito a casa sua per salutarlo e ringraziarlo per l'ospitalità e mi sono molto meravigliato per come si è organizzato, computer, internet, stampanti, fotocopiatrici, dispense ecc. Mi sono complimentato per la sua attività altamente umanitaria rivolta sopra tutto ad aiutare il prossimo. Ci siamo lasciati con la promessa da parte mia che a viaggio concluso gli avrei scritto una bella cartolina da Roma, promessa che ho poi mantenuto regolarmente.





Quarta Tappa



Sabato 17 Giugno



Sivizzano / Pontremoli Km.60 progressivi Km.306



La notte appena trascorsa, malgrado la situazione disperata, sono riuscito ugualmente a riposare; ieri sera in trattoria prima di lasciare il locale , mi sono fatto preparare due panini imbottiti per poter affrontare tranqillamente questa mattina, la salita della Cisa . Sveglia alle 4,30 , dopo i soliti preparativi , alle 5,30 esco dal cortiletto cercando di chiudere bene l'enorme cancello di ferro senza far rumore e pur essendo molto presto la luce è gia buona. Appena fuori Sivizzano inizia subito la salita, tra piccoli strappi e dolci pendii, proseguo finchè non raggiungo la giusta carburazione.









Passo un piccolo centro abitato, praticamente sono quattro case, su un muretto di pietra, noto un bel cippo dedicato al pellegrino di buona fattura, è un bassorilievo raffigurante un viandante con sacca e bastone che indica la giusta direzione della via Francigena.









A questo punto mi aspettano solo 36 Km. per arrivare al passo della Cisa e sistematicamente ad intervalli regolari mi fermo per alimentarmi e per un lungo sorso di acqua fresca, e sopra tutto per godermi un panorama che ha veramente del superlativo.













Alle undici raggiungo il passo, l'ambiente Cisa è molto bello ed una cosa che noto è che dal versante di Parma , ossia il versante Emiliano, le colline sono tutte coltivate in modo intensivo, a livello industriale, mentre le colline del versante Toscano sono in prevalenza boschive, in particolare querceti e castagneti.










Qui' sul passo tira un'aria gelida e giusto il tempo per scattare alcune belle foto e giù a capofitto verso Pontremoli dove ho comunque il tempo di ammirare il versante Toscano con bellissimi panorami molto rilassanti.









Prima della discesa mi copro molto bene, giacchina, cappello di lana e guanti. Come di consueto ho telefonato poco fa per prenotare un posto per la notte, questa volta non in parrocchia ma presso un convento di frati. In breve raggiungo Pontremoli, il maggior centro della Lunigiana in bella posizione sul fiume Magra a circa 20 km dalla Cisa e mi dirigo verso la mia nuova residenza.


















E' un'ottima struttura adiacente la chiesa, e quando arrivo sul piazzale c'è parecchia confusione , urla, schiamazzi, trombe assordanti come allo stadio e sul sagrato uno strano mezzo a quattro ruote addobbato con fiori di ginestra di un bel giallo intenso.









Si tratta di un matrimonio, ma gli sposi tardano ad arrivare. Nel frattempo suono al convento dove vengo accolto da una gentile signora che mi accompagna in camera mia al primo piano, con finestra che si affiaccia sul cortiletto interno. La camera è molto ok, ed i servizi pure. Il convento è una struttura su due piani con all'interno un bel chiosco ornato di arcate e colonne.









Sono un pò stanco e dopo aver superato ottimamente la Cisa , ho preferito togliermi il pensiero del bucato, che è la cosa più antipatica della giornata, una buona doccia per togliermi tutto il sudiciume incamerato durante la mattinata, ed infine mi sono concesso un meritato riposo dermendo saporitamente per un paio d'ore. La camera è molto fresca in quanto a nord ed ha contribuito notevolmente al mio relax. Mentre sto riposando, squilla il cellulare, eri tu Anna per il solito scambio di notizie giornaliero, e tu sentendo le trombe, hai pensato che fossero i tifosi della nazionale di calcio, ricordi ? Erano invece gli invitati al matrimonio che impazienti stavano attendendo gli sposi sotto il sole. Esaurito il riposino mi sono vestito di tutto punto che quasi sembro una persona per bene, paragonato a come sono arrivato, tutto sudato e stanco. E' proprio vero, solo secondo mè s'intende, che l'abito fa il monaco e come ! A proposito di monaco, dato che non ho ancora fatto conoscienza con Padre Franco, che è il responsabile del convento, ho chiesto di lui per sistemarmi per il disturbo, ma molto benevolmente mi ha dato una manata sulle spalle e mi ha fatto gli auguri per un buon proseguimento del mio viaggio verso Roma. Ho fatto quindi un giretto per la bella cittadina, scattato alcune foto, una particolarmente mi è piaciuta, trattasi di un ponte romanico molto ben conservato, con degli ottimi effetti di luci ed ombre, e quando una foto mi viene bene, ne sono veramente soddisfatto.


















Ho prenotato la cena presso un vicino ristorante, che è stata ottima senza spendere troppo. Pochi minuti prima della partita della Nazionale Italiana, mi sono accomodato in un bar, ma a dire il vero mi sentivo addosso ancora la fatica della giornata, ed inoltre ho capito subito che era una brutta partita e di conseguenza ho preferito optare per la mia cameretta , molto accogliente. Dopo una breve e piacevole lettura, mi sono addormentato.





Quinta Tappa



Domenica 18 Giugno



P o n t r e m o l i / P i e t r a s a n t a Km. 75 complessivi Km. 380



Questa mattina il mio orologio sibila alle 4,30. Preparo le mie sacche con calma metodica che poi è l'unico modo per poter ritrovare le cose non appena le ho bisogno, e quando mi appresto a lasciare la camera, cerco di levare la mia preziosa giacchina gialla dall'armadio, ma questi non ne vuol sapere di aprirsi. In questi casi ci vuole calma e sangue freddo, nel frattempo scendo a pian terreno per vedere se trovo qualcuno che mi possa dare un attrezzo, ma mi sto dimenticando che sono solo le sei del mattino, chi vuoi che ci sia in giro a quest'ora ? Oltre i vetri della cucina, vedo una luce accesa, busso e fortunatamente vedo qualcuno che armeggia davanti ai fornelli, chiedo cortesemente un cacciavite ed in un attimo, la giacca è recuperata; non è per il valore in sè, ma è un capo che mi piace tanto, gialla, il mio colore preferito, giallo Pantani, e poi in questi giorni mi sta facendo un ottimo servizio. Quindi a questo punto posso tranquillamente partire. Passo Villafranca, Aulla e mi avvicino a Sarzana dove farò tappa per la prima colazione.



















Visito il centro storico e poi mi scelgo un buon bar all'aperto dove mi riposo, faccio un'ottima prima colazione e cerco di aggiornare il mio piccolo diario giornaliero aggiornatissimo a questa mattina. Diversamente da come succede a casa, in questo occasioni, per me la colazione del mattino è come un rito, è un momento di pausa dove ho modo di raccogliere tutti i miei pensieri, di fare con calma il resoconto di quanto è successo nelle tappe trascorse e di cosa mi aspetta nei prossimi giorni; il pensiero corre spesso e volentieri a casa, agli affetti che solo per qualche giorno ho lasciato, forse con qualche..........problema ?!?! Inoltre c'è anche un momento dedicato alla stesura del diario a cui tengo molto. Come promesso, spedisco una cartolina ad Angela che è nativa di queste parti, mi faccio una buona scorta d'acqua fresca e riparto in direzione di Pietrasanta. Percorro la via Aurelia che fino a poco fa era abbastanza tranquilla ma che col passare delle ore si sta intasando, non ci sono mezzi pesanti perchè oggi è domenica ed il traffico è essenzialmente formato dai vacanzieri del week-and. Parlando con una persona del posto, mi viene consigliato di utilizzare la strada del mare, per cui mi dirigo verso la spiaggia di Marina di Massa dove trovo un piccolo negozio di generi alimentari e mi faccio il pieno in fatto di viveri di conforto, il propietario è un toscanaccio molto simpatico col quale faccio una bella chiaccherata e poi saluto e proseguo. Appena raggiunta la litoranea che praticamente costeggia quasi la spiaggia, apriti cielo, non l'avessi mai fatto, un casino infernale di auto, moto, motorini, biciclette e di gente da tutte le parti. Sembra gia di essere al mese di Agosto. Costeggiando la litoranea che da Massa mi porta a Pietrasanta, sulla mia sinistra ho modo di osservare in lontananza, le Alpi Apuane, le stesse costituiscono il più grande centro di estrazione del marmo per ornamento, per edilizia e sopra tutto per la creazione di statue, infatti, alcune varietà di marmo bianco, qui estratto, non conosce rivali in fatto di purezza.






Strada facendo trovo dei giardinetti ordinati, puliti ed all'ombra, un posto tranquillo per un buon spuntino ed una rinfrescata ad una fontanella. Riprendo la mia corsa e trascorsi una decina di km ritrovo la via Aurelia che fra le due strade in questo momento è la più tranqilla; la strada è molto scorrevole ed il caldo inizia ad infastidire veramente; vedo un bel praticello con nel mezzo un gruppo di bianche betulle, è molto invitante in quanto in un certo senso è una piccola oasi e mi ci butto, appoggio la bici e mi stendo sull'erba, non mi addormento ma poco ci manca.









Dopo essermi ritemprato, riprendo la mia corsa ed in breve mi ritrovo alle porte di Pietrasanta; è un'attiva cittadina capoluogo della Versilia, importante centro per la lavorazione del marmo. Al centro della stessa, troviamo piazza Duomo e la chiesa di Sant'Agostino. Mentre mi sto districando, mi si affianca un ragazzotto in bici, incuriosito dal mio equipaggiamento, al quale chiedo informazioni circa il convento delle suore dove sono diretto. Dice di conoscere il posto e se sono d'accordo, mi ci accompagna perchè tornando a casa ci passa proprio davanti, è il mio angelo custode di turno. Lo ringrazio per la sua cortesia e mentre chiaccheriamo, raggiungo la meta. Questa volta sono accasato presso un convento di suore, è una bella costruzione leggermente in collina che domina dall'alto la piazza principale della città.











Appoggio la mia bici, suono il campanello ed in un attimo si affaccia suor Maria Teresa che mi accompagna nei miei appartamenti. E' una piccola costruziuone con due doppie brande a castello e degli ottimi servizi.









Anche qui' solito iter : doccia, bucato e riposino. Oggi è domenica e suor Maria Teresa si preoccupa di informarmi che la Santa Messa in Basilica c'è alle 18. Siccome sono in anticipo, prendo l'occasione per fare un pò d'ordine al mio corredo ed attendo l'orario per uscire. Anna, oggi mentre eravamo al telefono ed ho dovuto interrompere perchè mi hanno bussato alla porta, era Michele di Salerno, anche lui in bicicletta che per motivi di comodità coi mezzi di trasporto ha preferito inserirsi nella via Francigena, da Torino,è molto più giovane di me e pure lui nel 2005 ha raggiunto Santiago in bicicletta. Scendo in chiesa per la Santa Messa, e la stessa è solenne in quanto oggi è la festa del Corpus Domini e ci sono parecchi ragazzi che fanno la prima Comunione.






Un giretto in piazza , alcune foto e la ricerca di un posto per la cena, possibilmente all'aperto. Mi accomodo presso un piccolo ristorante adiacente la piazza, fritto misto, un'insalatina e mezza minerale il tutto per 25 Euro, questa volta mi hanno fregato bene ! Mentre sto pranzando, mi raggiunge Michele che mi consegna le chiavi della camera per poter rientrare, la serata è molto tranquilla ed il rientro è abbastanza presto.





Sesta Tappa



Lunedi' 19 Giugno



Pietrasanta / P i s a Km.40 progressivi Km.420



Da quando ho iniziato ad assaporare l'idea di effettuare la Via Francigena, ho sempre avuto il desiderio di passare a salutare un vecchio e caro amico,compagno d'armi, di Pisa, che ultimamente ci siamo un pò persi di vista. Fin quando si è giovani ci si mantiene in contatto anche se si è lontani, poi ognuno di noi fa la propria famiglia , ha i propri interessi, i propri problemi, le proprie beghe e tutte queste cose messe insieme, diventano delle priorità, per cui tutto il resto, non viene dimenticato ma passa in second'ordine, ed è giusto che sia cosi. Comunque io e Silvano ci vogliamo bene come fratelli, mi dispiace che siamo distanti, diversamente ci si potrebbe ritrovare qualche volta in più. Ritornando al presente, la mia partenza per questa mattina è prevista per le 5,30 e dopo aver salutato Michele, lascio Pietrasanta con un traffico praticamente inesistente, però man mano che mi avvicino a Pisa mi ritrovo come sempre nel caos più assoluto, d'altronde per Pisa, a parte l'autostrada, l'alternativa è solo questa e nel giro di un paio d'ore eccomi alla periferia ed il mio intento è quello di raggiungere la sua abitazione per sincerarmi innanzitutto che sia a casa, ed anche per avere da qualche vicina, notizie della mamma. Se tutto fosse ok proseguirei per piazza dei Miracoli per soffermarmi e godermi lo spettacolo di tanta bellezza, per poi ritornare sui miei passi per un saluto veloce a Silvano e proseguire la mia corsa, in direzione Lucca. Però alle volte ci capita di fare dei programmi e non sempre le cose vanno come noi vorremmo. Infatti mentre mi avvicino a casa sua, chiedo ad una vicina, notizie della mamma, ma non sa dirmi nulla per cui proseguo per raggiungerlo e subito vedo Silvano davanti a casa con un'altra persona, mi faccio vedere ma avendo io gli occhiali, non vengo riconosciuto. Mi si chiede se cerco qualcuno, chiedo per cortesia un bicchiere d'acqua, ma vengo immediatamente riconosciuto dalla voce; baci ed abbracci, mi dice che è da giorni che mi sta aspettando, ma non vedendomi arrivare ormai cominciava a dubitare del mio arrivo. E' meravigliato del mio abbigliamento e sinceramente mi confida che si aspettava di vedere anche Anna, però logicamente in auto. Mi invita subito ad entrare ma io di rimando gli faccio capire che conciato cosi', e per giunta tutto sudato, non posso presentarmi in questa condizioni a Lorenza. Immediatamente Silvano cambia espressione, gli viene persino il magone e mi confida piangendo che purtroppo la sua famiglia da tempo si è sfasciata e non ha mai avuto il coraggio di mettermi al corrente. Mi ha poi raccontato con calma le sue peripezie , dell'allontanamento di Lorenza e della perdita di pochi giorni prima della sua mamma, da tempo notevolmente ammalata. Ho davanti a me un uomo distrutto, in questo momento è una persona che ha assolutamente bisogno di essere aiutata, gli ho fatto una lunga paternale raccomandandogli di non chiudersi in casa e che la miglior medicina è di stare sopratutto coi suoi figli ed i suoi nipotini che adora, e con gli amici, praticamente stare in mezzo alla gente che gli vuole bene. L'ultima cosa che deve fare è cadere in depressione, deve assolutamente trovare la forza di reagire, non sarà facile ma è l'unica via da seguire. A questo punto non ho il coraggio di lasciarlo per cui cerco, almeno per la giornata di oggi di fargli un pò di compagnia. Organizziamo seduta stante una gita in auto fino a Lucca, che dista solo quindici km, si postaggia l'auto e prendiamo due fiammanti biciclette a noleggio e ci divertiamo come due ragazzini a fare il giro della città. Lucca è una bella e vivace città, situata in un breve piano sulla sinistra del fiume Serchio, tutta rinchiusa entro la sua caratteristica cerchia bastionata, vanta numerosi monumenti medioevali di alto interesse storico ed un attivo centro di commerci agricoli e di varie industrie. Possiede numerosissime chiese fra cui fanno spicco, il Duomo, dedicato a San Martino, San Michele in Faro, e San Frediano.


















Prima di far rientro a Pisa, ci siamo fatti un pò di spesa ed al rientro un veloce spuntino. Il tempo per fare un breve riposino e senza perdere ulteriore tempo raggiungiamo piazza dei Miracoli che è sempre più bella che mai, non ci si stanca mai di ammirarla coi suoi stupendi monumenti che tale area racchiude.

















Pisa, fra le città più belle dell'intera Toscana, adagiata in pianura sulle rive dell'Arno, dista dodici km dal mare. Vanta un complesso di insigni monumenti quali : Piazza Duomo, chiamata anche Piazza dei Miracoli che è anche una delle tante meraviglie d' Italia; sull'ampia distesa erbosa contro lo sfondo delle mura medioevali merlate , troviamo uno dei più bei complessi monumentali, per l'appunto il Duomo, il Battistero, la famosa Torre di Pisa, ed il Camposanto. La Torre è una delle più famose del mondo per la sue estrema eleganza. E' alta 55 metri e per salirvi si utilizza una scala a spirale molto stretta di ben 294 gradini.









In serata, non possiamo fare a meno di effettuare un ultima visita a tanto splendore che con un'ottima luce artificiale dona alla Piazza un immagine molto suggestiva ed un aspetto quasi irreale.













A questo punto, dopo una giornata cosi' intensa, non ci resta che il rientro alla base, e la giornata finisce con una lunghissima ed amichevole chiaccherata ed il meritato riposo, ambedue molto contenti di aver passato una gran bella giornata, in compagnia di un caro amico.





Settima Tappa



Martedi' 20 Giugno



P i s a / Siena Km. 80 progressivi Km.500









Mi sono messo d'accordo con Silvano che avrei preso il treno delle 7,01 presso la stazione di Pisa per riportarmi sul mio percorso iniziale. Sveglia quindi molto presto, Silvano ha promesso che mi accompagnerà, con la sua bici fino alla stazione, sono felicissimo per aver trascorso con lui una giornata veramente straordinaria. In breve raggiungiamo la stazione, ci salutiamo con la promessa di sentirci per telefono abbastanza di frequente e semmai in futuro di poterci anche ritrovare. Mentre lo ringrazio di nuovo per la calorosa accoglienza e per la stupenda ospitalità, ecco sopraggiungere il mio treno ed in trenta minuti circa, mi ritrovo a San Miniato, che è il punto dove posso definitivamente inserirmi sul tracciato della Via Francigena. Quando inizio di nuovo a pedalare, sono gia le otto, mi fermo per la colazione presso una nota pasticceria di Poggibonsi, e come sempre all'aperto, dove come al solito faccio una breve pausa. Rifocillato, riprendo la mia corsa verso San Gimignano [ Siena ], è una pittoresca cittadina medioevale con numerose torri, castelli e mura merlate, situato sopra un colle che domina la Val d'Elsa, nel cuore di una florida zona agricola. E' una delle mete turistiche più suggestive della Toscana per l'intatto aspetto medioevale, per le sue numerose torri, per i suoi monumenti e per i suoi tesori d'arte. L'unico inconveniente è che per raggiungere questa bella cittadina ci sono circa dieci km di dolce salita, che comunque non è un problema. Da lontano si stagliano all'orizzonte le caratteristiche sagome delle sue eleganti torri, che in controluce , per l'imminente sorgere del sole, sono ancora più suggestive.











































Mi fermo il tempo necessario per godermi tutto con comodo, scatto numerosissime foto in quanto il posto è veramente unico, riprendo quindi la mia corsa, nel frattempo il caldo è veramente soffocante. Mi sto avvicinando a Siena e la strada è un susseguirsi interminabile di ondulazioni che spezzano le gambre, e come succede spesso quando pensi di non farcela , ecco che da lontano si scorgono i primi segnali della meta che stai per raggiungere. Ormai sono spossato, desidero solo raggiungere Siena, sulla mia sinistra scorgo da lontano la cinta muraria del borgo fortificato di Monteriggioni , sono consapevole che sto perdendo l'occasione di visitare qualcosa di veramente interessante , ma non voglio approfittare troppo del mio stato di grazia, per cui proseguo. Ci sarà pure una nuova occasione !











Foto gentilmente concessa da Bruno Bruchi di Siena



La campagna è lussureggiante, le colline molto belle e luminose che sembrano appena uscite da una tavolozza di un pittore. Siena è situata su una serie di colline per cui le strade sono anche qui un continuo saliscendi.

















Come raggiungo la periferia di Siena, chiedo indicazioni circa la mia odierna residenza, infatti devo raggiungere piazza San Gerolamo, dove ha sede una struttura religiosa diretta dalle suore di San Vincenzo; suono e mi accoglie suor Ginetta , molto cordiale e premurosa e dopo una breve chiaccherata, mi indica i miei appartamenti. La camera è modesta ma accogliente, al primo piano con a fianco i servizi molto puliti ed in perfetto ordine. In questa accogliente struttura, ho conosciuto una carissima persona, Francois, un distinto signore con barba, ha la mia età e proviene a piedi dalla Francia , facciamo subito amicizia parlando brevemente delle nostre esperienze; è una persona molto provata dalla vita, anni fa ha perso un figlio di 24 anni e da allora non si da pace e l'unico modo di lenire questo suo immenso dolore, è di intraprendere questi lunghi viaggi in solitaria. Mentre si chiacchera, gli chiedo se vuole venire in centro con me per mangiare qualcosa in compagnia, ma mi informa che ha gia preso accordi con suor Ginetta per pranzare presso di loro. Frattanto mi sono fatto una buona doccia ed un piccolo bucato ed ho riordinato brevemente il mio mini guardaroba ambulante. Saluto Francois ed esco inforcando di nuovo la mia bicicletta che spogliata di tutto, sembra una piuma e mi dirigo in salita verso il centro di Siena. Questi è una città unica, adagiata su tre colli nel cuore della Toscana, circandata da una ricca zona agricola. Nobilissima ed attraente per l'intatto aspetto medioevale, è un centro artistico e turistico di primaria importanza. Di grandissimo interesse sono : Piazza del Campo dove ha sede il Palazzo Pubblico








Il Duomo







Siena, il Duomo durante il.......maquillage !




Il Battistero









Piazza del  Campo
 che  occupa il luogo  dell' antico foro Romano, e fù in ogni tempo, e lo è tutt'ora, il centro della vita sociale e civile di Siena. Ha una forma originalissima a valva di conchiglia, ed è cinta dal Palazzo Pubblico, che le fa da solenne sfondo e da un giro tondo di antichi palazzi merlati e turriti. Al centro della piazza è la monumentale fontana chiamata, fonte Gaia.





particolare della fontana




Questo luogo è da sempre teatro del Palio, famosissimo anche all'estero per l'entusiasmo che solleva nella popolazione e si disputa due volte all'anno. Palazzo Pubblico, è il più elegante edificio ad architettura gotica civile in Toscana, dall'angolo sinistro svetta agilissima ed altissima la torre del Mangia, alta ben 102 metri.














D u o m o, è il massimo monumento cittadino, ed una delle più splendide creazioni dell'architettura gotica Italiana.







Foto gentilmente concessa da Grifo Tour - Cascina [PI]



Ai lati della piazza, una miriade di negozi , negozietti che vendono di tutto, in particolare souvenir ed abbigliamento dai colori sgargianti.









Nel frattempo mi chiama Michele al telefono e ci diamo appuntamento per le 19 ai piedi della Torre per decidere insieme dove pranzare questa sera. Ci facciamo consigliare da persone del posto e ci dirigiamo verso un ristorante adiacente la piazza dove ci facciamo un pranzo coi fiocchi a base di pasta asciutta, una mega fiorentina alta quattro centimetri che facciamo metà a testa, contorno acqua birra e vino e non si è pagato nemmeno tanto in quanto ci hanno fatto pure lo sconto perchè pellegrini. Sul tardi ci salutiamo per ritornare ognuno al proprio ovile, con l'accordo che ci saremmo rivisti all'indomani. Ho inoltre telefonato a don Elia a Radicofani che mi ha assicurato un posto letto per la notte a venire. Rientro dalle suore e ritrovo Francois, assorto nei suoi pensieri, sta facendo la via Francigena a piedi, E' proprio vero che ognuno a questo mondo ha i suoi problemi, non si salva nessuno, c'è chi li ha piccoli ed insignificanti, e chi li ha grossi come macigni e se li deve trascinare fino alla fine della propria esistenza. Anna pensa che mi raccontava Francois che anni fa ha subito il tuo stesso intervento, è stato operato di un neurinoma al nervo acustico all'orecchio destro, però lui di acufeni non ha mai sofferto. Subito dopo essere stato operato ha avuto grossi problemi di equilibrio ed i medici gli hanno consigliato di camminare molto e lui ha preso praticamente quelle parole alla lettera. Si è recato tre volte a Santiago ed ora si sta recando a Roma ; ha attraversato il Gran San Bernardo ed in questo giorni è a Siena e rimarrà assente da casa per circa sessanta giorni. Gli ho chiesto cosa ne pensa sua moglie di questi suoi continui viaggi e lui tranquillamente mi ha risposto : “ Lei mi capisce ! “ Francois è una persona molto riservata, però dopo che mi ha conosciuto, mi si è aperto come un libro e senza che gli chiedessi nulla, mi ha raccontato meglio della sua disgrazia, praticamente suo figlio si è tolto la vita e da allora non si da pace perchè non sa spiegarsi il motivo di tale gesto, si ritiene in parte responsabile di quanto successo in quanto non si è mai accorto e minimamente intuito del disagio che suo figlio stava attraversando; se si fosse accorto, avrebbe forse potuto evitare la tragedia. L'unico modo di allontanare questi suoi brutti pensieri, è di intraprendere questi lunghi viaggi, che per lo meno lo tengono impegnato con la testa. E' una persona molto corretta e molto religiosa, ci siamo scambiati gli indirizzi e poi gli ho fatto una foto ritratto per due motivi, per ricordarmi nel tempo il volto delle persone con cui ho fatto amicizia ed anche per farti vedere, Anna il suo viso che lui afferma di avere la bocca storta e l'occhio un po' chiuso, cosa che io in effetti non ho minimamente notato. Chiacchieriamo ancora un po' e ci diamo la buona notte con la promessa che ci saremmo salutati la mattina seguente prima di partire. Prima di coricarmi, vado alla ricerca di suor Ginetta ed un'altra suorina di colore di cui non ricordo il nome, per salutarle e ringraziarle per l'accoglienza e per l'ospitalità davvero squisite.





Ottava Tappa



Mercoledi' 21 Giugno



S i e n a / Radicofani Km. 80 progressivi Km. 580



Sveglia alle 4,30 pian pianino senza far rumore in quanto sul piano c'è altra gente che dorme, preparo tutta la mia mercanzia e noto che anche Francois si sta alzando, anche lui vuole sfruttare il fresco del mattino; in breve ambedue siamo pronti per partire. Saluto Francois con un forte abbraccio augurandoci a vicenda buona fortuna . Esco con calma da Siena imboccando la via Cassia , sono esattamente le sei ed il traffico è inesistente, la strada scorrevolissima in quanto il manto d' asfalto è stato rifatto da poco.









Mi dirigo verso Buonconvento,la mia prima meta di oggi.


















E' un'altra cittadina Medievale circondata da una cinta muraria del 1300, con due porte di accesso, la porta Senese a Nord e la porta Romana a Sud. E' un centro agricolo situato nella valle dell'Ombrone. Molto bella la chiesa parrocchiale ed il sagrato antistante. Il tempo di una breve visita, qualche acquisto di viveri , una birretta fresca e poi riprendo il mio andare in direzione di San Quirico d'Orcia , anch'essa bella cittadina medievale conserva buona parte della cinta muraria e belle porte di ingresso e di uscita. La cittadina è addobbata con bandiere multicolori raffiguranti i vari Casati.


















Le foto non si contano, faccio una breve pausa presso il parco cittadino, fra l'altro molto carino ed ordinato, un buon panino













e riprendo la mia corsa, ricongiungendomi di nuovo con Michele che è partito da Siena molto più tardi di me, ed insieme ci dirigiamo verso Radicofani. Il caldo ritorna a farsi sentire e la strada inizialmente con dolci pendii, ora tende a salire e non ci da respiro. Siamo praticamente sulle colline Toscane appena fuori Siena, il paesaggio è praticamente da favola, colline dai mille colori a vista d'occhio; stiamo attraversando la val d'Orcia, una delle più belle zone non solo della Toscana, ma dell'Italia intera. Non sono in grado di descriverle talmente sono belle, eleganti con quei filari di cipressi ben allineati ;






















strada facendo Michele mi informa che è suo desiderio incontrarsi con una sua cara amica che abita da queste parti per cui proseguiamo ancora appaiati per un lungo tratto fino a raggiungere una lunga galleria di circa 1100 metri però molto ben illuminata; accendo comunque tutte le luci di cui dispongo e cerco di attraversarla nel più breve tempo possibile in quanto le gallerie proprio mi sono indigeste, specialmente se sono in bicicletta. Appena fuori dalla stessa, saluto di nuovo Michele, ragazzo un pò strano, per quei pochi giorni che ci siamo visti, non sono riuscito a capirne il carattere, è un buon ragazzo ma a mio parere un pò scostante. A questo punto devio sulla sinistra dove un cartello indicatore segna Radicofani Km. 6 [ tutti in salita ] .Ormai solo, inizio le prime rampe timidamente ed i kilometri, per il caldo eccessivo sembrano di più di quanti sono realmente; faccio alcuni tratti anche a piedi e poi alla fine dopo tanta sofferenza, eccomi in cima alla collina. E' un antico borgo medievale con castello posto in posizione strategica, dominante la strada e la valle alfine di far fronte , in passato, a possibili invasioni del nemico. Fu rifugio del ghibellino Ghino di Tacco, ricordato da Dante e dal Boccaccio. Una bella chiesa Romanica del 1300 con un'ampia balconata che da' sulle colline sottostanti, ed alla sommità della collina il castello con relativa torre d'avvistamento.










Non appena raggiungo il borgo, cerco di don Elia ma è assente per cui mi intrattengo con la signora Maria che ne fa le veci in sua assenza. E' una cara signora sui 75 anni, molto gentile e premurosa che mi consegna le chiavi e mi accompagna nei miei appartamenti. Mi indica anche il ristorante dove questa sera farò il pieno di energie e mi confida che ai pellegrini fanno un prezzo speciale. Solite operazioni di routine e poi mi dirigo verso la piazzetta antistante la chiesa, dove trovo una zona adibita a giardinetti con delle comode panchine molto ombreggiate. Prendo posto, riordino le mie carte e sono talmente stanco che per un attimo mi addormento. Ripreso conoscenza , mi reco presso la chiesa per conoscere don Elia, mi presento, facciamo subito amicizia e poi mi invita a rivederci dopo cena , nei miei appartamenti per una breve chiaccherata. Mi dirigo quindi al ristorante di turno, dove ho mangiato veramente bene, Un assaggio di due primi, tipo pasta al forno, al sugo ed ai funghi una grigliata di carne con patate al forno. Anna ti ho telefonato verso le 21 e ti ho sentita molto tranquilla e mi hai assicurato che a casa è tutto ok , nonno , Claudio e cane compreso. Quattro passi per digerire e mi ritiro nei miei appartamenti, in attesa di don Elia. Lui abita sopra di me, al terzo piano nell'appartamento parrocchiale. Nel frattempo mi bussa alla porta, è un omone grande e grosso, è un po' un personaggio, sui 50/55 anni, è molto legato alla via Francigena e quando passa qualche pellegrino, lui è tutto contento. Si parla di tanti argomenti, mi racconta che prima era parroco in un grosso centro e successivamente è stato assegnato a Radicofani perchè in pochi anni qui' al paese, hanno cambiato ben sei sacerdoti ed ora c'e' lui da otto anni, ed i suoi parrocchiani gli vogliono un gran bene. Mi ha raccontato un pò dell'amministrazione della sua parrocchia, e poi ha voluto sapere che mestiere facevo, al che ha iniziato a parlarmi delle sue finanze personali e mi ha confidato anni fa la sua banca gli aveva consigliato dei bond argentini, ma per sua fortuna non ne fece nulla. L'ho quindi messo in guardia per il futuro dai falsi profeti della finanza e poi ci siamo salutati come due vecchi amici.





Nona Tappa




Giovedi' 22 Giugno



Radicofani / Vetralla Km. 95 progressivi Km. 675



Ho informato don Elia che sarei partito molto presto, sveglia alle 4 con partenza alle 5 . Mi copro bene perchè devo fare circa sette kilometri di buona discesa ed a quest'ora l'aria è molto fresca. Passo Ponte a Rigo, Acquapende, faccio alcuni kilometri immerso nella campagna circostante, ed al fianco della strada noto parecchi impianti di irrigazione, che lanciano dei potentissimi getti d'acqua e se si è fortunati nell'osservare la giusta angolazione, alle volte si possono intravedere anche sprazzi di arcobaleni.












Raggiungo quindi Bolsena e qui' in riva al lago un'abbondante colazione mi attende. Prendo una deviazione che mi porta direttamente al porticciolo di Bolsena, attraverso un viale alberato dove rimango meravigliato delle dimensioni degli alberi; sono dei platani che come minimo hanno una circonferenza di tre, quattro metri, mai visto una cosa del genere. Sono da poco passate le sette ma alcuni bar sono gia aperti; mi accomodo su un tavolino proprio in riva al lago davanti al porticciolo dove sono in bellavista bellissime barche a motore ed a vela.

Rifocillato a dovere proseguo verso Montefiascone , cittadina in bella posizione sulla sommità di un colle che domina il lago di Bolsena, lungo la via Cassia;










è famosa per il suo vino e qui' per l'ennesima volta vengo raggiunto da Michele e proseguiamo in coppia fino a Viterbo. Importante città del Lazio, deve il suo sviluppo proprio al traffico viario sulla via Francigena, ai piedi dei monti Cimini, caratteristica per il suo aspetto medievale, per i bei monumenti e le sue fontane che ornano ed abbelliscono le sue piazza. Ebbe molta importanza nel periodo tra il 1100 ed il 1300 in quanto frequente dimora di Papi. A dire il vero, qui' a Viterbo non ci fermiamo molto , ci limitiamo solo ad attraversare la città, il centro storico alfine di osservare i monumenti più importanti , ma il traffico è cosi' caotico che decidiamo di proseguire verso Vetralla, una cittadina tranquilla pochi kilometri più avanti. Ho telefonato al convento delle suore Regina Pacis per assicurarmi un letto per questa notte; mentre Michele preferisce proseguire per Capranica . Che tipo strano questo Michele, in fin dei conti, per quanto lo conosco è una brava persona, molto cordiale e sempre allegro, però alle volte prende delle posizioni che non capisco, comunque io non mi sono mai permesso di imporre nulla a nessuno, per cui rispetto le sue decisioni, anche se alle volte non le condivido. Facciamo ancora un po' di strada insieme ed a Vetralla ci salutiamo dandoci un arrivederci a domani per l'ultimo tratto verso Roma. Mi dirigo verso il monastero e dopo una bella salita di circa un kilometro, eccomi arrivato.











E' un luogo bellissimo, fatto apposta per riposare il fisico e la mente; all'interno un bel chiosco ed un giardino ben curato.










Un paio di suore mi accompagnano alla mia stanza molto bella con annessi i servizi, chiedo se posso portare la bici in camera con me , non per altro, per la comodità di avere tutto a portata di mano; ci pensano un pò ma poi acconsentono.












Ho tutto il tempo di sistemare le mie cose con comodo e di farmi doccia, bucato ed un buon riposo, ho tentato di vedere la partita della nazionale, non ricordo con chi giocasse, ma il desiderio di riposare ha preso il sopravvento. Alle 19,30 la suora mi chiama per il pranzo, mi fa accomodare nella sala degli ospiti. Pranzo con altre tre persone, marito e moglie più una signora di Roma. Si parla un po' di tutto, del luogo, del mio viaggio, del loro soggiorno e poi inevitabilmente si va a toccare il tasto dolente della antica rivalità tra Roma e Milano, e qui' l'ambiente si surriscalda ed ho avuto un bel da fare per tenere a bada la signora Romana. Il pranzo è stato una cosa semplice, però tutto buono, anzi ottimo in quanto c'erano degli gnocchi avanzati al mezzogiorno ed erano buonissimi, ne ho preso due porzioni abbondanti. Alla fine del pranzo ci raggiunge la suora per sentire se tutto è ok e sfacciatamente ho fatto presente che con un dolcetto sarebbe andata meglio, al che dopo pochi minuti si ripresenta con degli squisiti biscottini fatti da loro. Saluto i miei commensali e mi ritiro nei miei appartamenti. Domattina sveglia alle quattro, ho pregato la suora di aprirmi il cancello alle cinque, sarà l'ultima levataccia.





Decima Tappa




Venerdi' 23




Vetralla / R o m a Km. 70 progressivi Km. 745



Sveglia alle quattro, ormai è diventata un'abitudine. Mi ci vuole quasi un 'ora per preparare tutto a puntino, prima la pulizia personale e poi la preparazione delle sacche e per ultimo l'assetto della bici. Esco alle cinque e la suora mi ha gia' aperto il cancello elettrico. Vorrei ringraziarla e salutarla ma non vedo nessuno per cui me ne stò andando senza disturbare. Sento chiamare, ritorno sui miei passi per salutarla e benevolmente le do un buffetto sulla guancia e lei indietreggia un attimo, all'apparenza infastidita, però quando vede che le mie intenzioni sono buone, si rilassa, mi da la mano per salutarmi e mi invita a ripassare di nuovo alla prossima occasione. Mi vuole offrire un caffè , ma non accetto e ringrazio. Riprendo la corsa sulla via Cassia che è completamente libera, l'aria è fresca e si pedala bene. Dopo una quindicina di chilometri raggiungo la cittadina di Sutri [ Viterbo ] ; caratteristico borgo del Lazio settentrionale situato su una platea tufacea, lungo la via Cassia e proprio lungo questa importante arteria ho modo di osservare una lunga serie di necropoli, ossia luoghi che anticamente erano riservati alle sepolture ed al culto dei morti.









Ad un certo punto senza saperlo mi ritrovo in una superstrada molto pericolosa, cerco di stare sulla destra più che posso, ma la pericolosità e' alta. Chiedo informazioni per avere almeno un'alternativa a quell'inferno, ma purtroppo questa è l'unica strada per Roma. Mi consigliano di proseguire ancora qualche kilometro e di uscire alla seconda uscita e da li avrei trovato la giusta strada per Roma, in località La Storta. Proseguo ancora con un certo timore fino ad arrivare ad una stazione di servizio per la prima colazione e mi informano che per quell'uscita ci sono ancora circa sei Kilometri. Ho appena visto arrivare un furgoncino con due ragazzotti sui trent'anni . Idea geniale ! Ho chiesto loro se sono disposti a portarmi avanti per pochi Kilometri e caso strano anche loro devono uscire in quel punto, per cui mi danno volentieri un passaggio. Carico la bici all'interno del furgone e si parte; ho lasciato ai due ragazzi cinque euro per bersi un caffè. E' la prima volta da quando sono partito che oso rivolgermi ai buoni samaritani, purtroppo questa volta era necessario. Nel frattempo il sole non è ancora sorto, sulla mia sinistra noto un immenso filare di pini marittimi che in controluce danno un bell'effetto fotografico.









Riprendo sulla Cassia, passo diversi piccoli centri e quando arrivo a La Storta, intravedo sulla sinistra un Ufficio Postale e mi fermo per spedire a casa un po' di indumenti che ormai non servono più, hanno esaurito la loro funzione. Dopo pochi Kilometri vengo raggiunto da Michele e sarà l'ultima volta che ci vediamo in quanto alle porte di Roma lo perdo definitivamente e non avrò più modo di incontrarlo; imbocco la via Trionfale, al cartello stradale di Roma, mi fermo per una foto ricordo e poi prosegui solo. Consultando la guida mi accorgo che ad un certo punto di questa via, c'è la possibilità di raggiungere un punto panoramico su Roma, infatti dopo un paio di tentativi trovo il passaggio giusto e raggiungo il bar Zodiaco, ti ricordi Anna questo nome ? È' il bar che dovevamo raggiungere lo scorso maggio e che poi abbiamo dovuto rinunciare per mancanza di tempo. Ora io l'ho raggiunto solo, in bicicletta, vedessi, c'è una visione su Roma che è uno spettacolo, sono sulle colline di monte Mario che i pellegrini chiamano il monte della Gioia, perchè quando arrivi a questo punto e vedi la cupola di San Pietro da lontano, il cuore ti si riempie di gioia, e la fatica delle lunghe giornate, come per incanto scompare. Il panorama è stupendo però la cupola non si vede molto bene perchè un po' nascosta dalla vegetazione sottostante, per cui mi viene consigliato di ritornare sulla strada da dove sono venuto e sulla sinistra trovo il giusto ingresso al parco, e da qui' c'è una vista completa sulla capitale. Scatto alcune foto bellissime in varie posizioni, la cupola sottostante è vicinissima quasi a toccarla con mano.









E' una sensazione bellissima l'aver quasi raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissato ed ora dista solamente pochi minuti di strada, proseguo molto contento e soddisfatto ed arrivo sotto le mura del Vaticano e noto una coda interminabile che si sta dirigendo verso i musei Vaticani e successivamente alla Cappella Sistina. Mi telefona intanto Michele per informarmi che per ritirare la pergamena attestante la conclusione del pellegrinaggio , mi devo recare presso la Fabbrica del Vaticano e chiedere di monsignor Vercesi. Mi reco immediatamente dal monsignore che gentilissimo mi fa accomodare nel suo studio e poi mi accompagna, attraverso la sagrestia ed all'interno di San Pietro, per proseguire nei sotterranei, ad una profondità di circa 14 metri, rispetto al piano della basilica, fin sulla tomba dell'apostolo, per alcuni attimi di raccoglimento e di preghiera. Fin dal 1940 iniziarono gli scavi per la ricerca della tomba di San Pietro; si svolsero di nascosto anche durante la seconda guerra mondiale. Solo nel 1953, dopo il ritrovamento fortunoso di alcune ossa di un uomo sui 60/70 anni avvolto in un prezioso panno di porpora intessuto con fili d'oro, diede a Paolo VI la convinzione che dovevano trattarsi con ogni probabilità dei resti del corpo di San Pietro. L'altare papale che sta all'interno della Basilica è esattamente sulla verticale su cui si trova più in basso, la tomba dell'Apostolo. Monsignor Vercesi durante quei pochi minuti che ci siamo intrattenuti presso la tomba del Santo, mi ha spiegato come sono giunti al ritrovamento della stessa; l'accesso alla tomba è riservato solo e unicamente alla persone che ne fanno esplicita richiesta, per cui il luogo è frequentato solo da pochissime persone e non dal grande pubblico. Certo fa sensazione il sostare anche per brevi attimi sulla tomba di un personaggio di cosi' alta levatura, e debbo confessare che provo una grande emozione. Ci siamo quindi allontanati dai sotterranei per ritornare in Basilica, e dal momento che desideravo confessarmi, sua Eccellenza mi ha lasciato, dandomi le corrette istruzioni per ritornare poi presso il suo ufficio per ritirare la pergamena, la mia bicicletta, ed anche per un saluto ed un ringraziamento. Anna, ti ricordi che appena raggiunta Piazza San Pietro ti ho telefonato perchè desideravo farti partecipe della mia gioia per aver raggiunto la meta che mi ero prefissato e come ti dicevo in un momento di commozione mi soni venuti gli occhi lucidi ? Mi sentivo un po' stanco ed affaticato per cui per tirarmi su il morale, mi sono recato presso quel ristorantino coi tavolini sulla strada, ti ricordi in quella viuzza vicino al vaticano ? Ora sono sazio , sto molto meglio e mi incammino delle mie amiche suore per accaparrarmi un letto per la notte. Mi dirigo quindo al n. 325 della via Aurelia , fa caldo, ma sono le ultime pedalate ufficiali ed in un attimo le raggiungo. La suora addetta alla portineria è la stessa del mese di maggio e riconoscendomi si stupisce nel vedermi cosi' addobbato. Mi assegna subito una bella camera al quarto piano. Dopo un breve riposo, verso le diciassette inforco di nuovo la mia bici scendo in città per recarmi alla stazione di Roma Ostiense per acquistare i biglietti del treno per il ritorno, che le indicazioni mi davano abbastanza vicino ma che purtroppo all'atto pratico si trova a circa mezz'ora dal centro. Strada facendo mi imbatto in un monumento che in tutte le volte che mi sono recato a Roma non mi era mai capitato di vedere: la Piramide , alta circa una quindicina di metri e fa un bell'effetto vederla in una città come Roma!









Fatti i biglietti mi dirigo su San Pietro sfiorando l'altare della Patria dove mi soffermo volentieri un attimo.








Proseguendo, mi ritrovo sul piazzale di una chiesa molto bella e mi dicono che sia la chiesa del Gesù che non ho ancora visto. Ti ricordi Anna che non ne avevamo avuto il tempo di visitarla. Entro dunque per una breve visita e debbo dire che è veramente magnifica, su un altare laterale , c'è un cristo steso sulla croce a grandezza naturale che è una cosa impressionante, talmente sembra reale. Sopra l'altare, un bellissimo affresco.









Proseguendo, mi fermo per una fetta di pizza ed una bibita dove la proprietaria, vedendo la mia bici, mi fa mille domande riguardo al mio viaggio. Si chiacchera del più e del meno e poi saluto dirigendomi verso San Pietro;




sorvegliato speciale



 siamo all'imbrunire , mi godo un pò la Piazza che a quest'ora è quasi completamente deserta.






Ti ricordi Anna durante il mese di maggio su questa stessa piazza ci saranno state circa 5o.ooo persone ad assistere alla Santa Messa del mercoledi,' celebrata da Papa Benedetto XVI°e ci è passato cosi' vicino da poterlo quasi toccare con mano !









A quest'ora, solo pochissimi turisti si stanno godendo la tranquillità della sera, seduti sui gradini antistanti il colonnato,









e verso le 21,30 mi ritiro presso la mia ultima dimora. Non appena rientrato, Anna ti ho chiamato per la solita chiaccherata serale, ancora un giorno e poi potrò finalmente riabbracciarti !















Tra l'obelisco e le fontane, sul selciato troviamo una pietra circolare, da questa esatta posizione, guardando il colonnato di fronte, lo si vede formato da una sola fila di colonne; questo in quanto perfettamente allineate, per cui le prime coprono le successive.






 San Pietro in Vaticano









E' la più importante e vasta basilica della cristianità, cuore del mondo Cattolico. Sorge sopra la tomba del principe degli Apostoli, San Pietro, venne eretta nel 326 da Costantino. Nel corso dei millenni, parecchi progettisti si alternarono, finchè nel 1546 Michelangelo assunse i lavori e diede all'edificio l'impronta del suo grandioso genio. Ben cinque portali danno accesso alla basilica, l'ultima a destra è la porta Santa che si apre solo negli anni giubilari. L'interno, produce a prima vista un'impressione di freddezza , occorre portarsi all'incrocio dei bracci per avere un'esatta visione d'insieme e rendersi conto della vastità degli spazi , della grandiosità delle proporzioni, della possente struttura dell'edificio tutta coordinata attorno ai quattro piloni che delimitano il vano della cupola. Passando sotto la stessa ci si accorge che è di una luminosità incredibile; la cupola è una delle opere più grandi e maestose di tutti i tempi.










Sotto la cupola troviamo l'altare Papale , sormontato dal celebre baldacchino del Bernini.











Appena entrati sulla destra, la statua di San Pietro in bronzo, osservata e venerata da tutti i fedeli.









Leggermente sulla destra rispetto alla statua dell'Apostolo , in bella vista, il capolavoro di Michelangelo, la Pietà, une delle più belle opere del Grande Maestro.










Sotto all'altare Papale ci sono le grotte vaticane ove recenti scavi, come dicevo sopra, hanno portato alla luce la zona cimiteriale, dove venne appunto sepolto l'Apostolo.












La Cappella Sistina






















[ particolare della creazione di Adamo ]





E' la cappella privata ufficiale dei Pontefici, nella quale si tengono i conclave per l'elezione dei Papi. Fu costruita fra il 1473 / 1480 ed è celebre per i magnifici affreschi di Michelangelo, fra tutti spicca il grande affresco del Giudizio Universale che Michelangelo dipinse dal 1536 al 1541. E' una visione apocalittica di un impressionante vigore drammatico; al centro il Cristo giudice con Maria ed i santi, a destra gli eletti ed a sinistra i dannati. Il fumo prodotto dai ceri, ha in parte scurito il prezioso affresco.



V i t t o r i a n o

 Monumento dedicato a Re Vittorio Emanuele II, che volle glorificare la raggiunta unità nazionale e funge da altare alle cerimonie della Patria.
 Fu eretto tra il 1885 ed il 1911. La sua enorme mole spicca nel panorama della città per il bianco del materiale con cui è stato costruito.











Sotto, più in basso, nella parte centrale, la statua del Milite Ignoto. Dal portico superiore, si scorge un bel panorama della città. Di fianco a questo grandioso monumento, possiamo ammirare l'immensa scalinata di Santa Maria d'Aracoeli.


 Via dei Fori Imperiali


E' una maestosa arteria creata appositamente per unire Piazza Venezia al Colosseo; offre prospettive grandiose di monumentali rovine archeologiche.



 C o l o s s e o






Il più famoso monumento della Romanità, considerato il simbolo stesso dell'eternità di Roma. Era destinato a spettacoli pubblici ed in prevalenza ai combattimenti tra gladiatori e belve, ed utilizzato in questo modo fino al secolo VI. L'esterno presenta tre ordini di arcate, e all'interno poteva contenere fino a 50.000 spettatori.


 Fontana di Trevi






La più famosa e monumentale di Roma, è una delle più belle creazioni del XVII secolo. E' situata ad un incrocio di tre vie, da qui' il nome di Trevi. Ha una scenografia incredibile animata da scogli, statue, e scenari bellissimi. Nella parte centrale inserito fra un gran numero di ruscelli, cascate e fragorosi getti d'acqua, troneggia Oceano su una biga trascinato da focosi cavalli marini, guidati da tritoni. La tradizione vuole che, chi partendo da Roma, gettandovi una moneta, è certo di farvi ritorno ! Oltre a quanto sopra elencato ci sono numerosissimi altri monumenti, che non posso logicamente elencare !


 Sabato 24 Giugno


Ultimo giorno di permanenza a Roma prima del ritorno a casa.


Oggi è finalmente l'ultimo giorno di via Francigena, dico finalmente perchè dopo dieci giorni, l'obiettivo è stato raggiunto, per cui è ora di rientrare in famiglia, Anna ho tanta voglia di riabbracciarti, ed anche di riabbracciare Claudio che in questi giorni ci siamo scambiati numerosi messaggi; ormai sono diventato un esperto. Questa mattina finalmente ho potuto riposare fino alle 8,3o e dopo una abbondante e piacevole doccia ho riordinato per l'ultima volta il mio corredo ed inserito ordinatamente nelle due capienti borse; ho chiuso la camera e consegnato le chiavi in portineria con l'accordo che sarei rientrato in serata per ritirare bici , borse e per una bella rinfrescata prima di recarmi alla stazione. Prima di uscire per prendere l'autobus, con il getto dell'acqua ho dato una bella pulita alla bicicletta , per lo meno per togliere la polvere che si è depositata in questi dieci giorni. Prendo quindi il 46 che mi porta verso il centro , per prima cosa devo trovare un fotografo ed dopo parecchi tentativi andati a vuoto, ne trovo uno disponibile a stamparmi in pochi minuti una decina di foto che poi utilizzerò a mo di cartoline, per spedirle a casa ed alla persone a cui le avevo promesse. Effettivamente il soggetto è molto bello e sono certo che chi la riceverà, la gradirà certamente. Ritiro le foto e mi siedo in un posto tranquillo all'ombra accanto alle colonne vaticane, le scrivo e poi le spedisco immediatamente presso l'ufficio Postale del Vaticano, adiacente la piazza. Metto qualcosa sotto i denti, e continuo ad ingurgitare acqua fresca. Oggi con la calura che c'è a Roma, avro ' bevuto dai 4 ai 5 litri di acqua, secondo me oggi ci sono quasi 40°, e le fontane vengono prese d'assalto.







A questi punto, esaurito il problema cartoline, devo pensare al problema regali, che poi non sarebbe nemmeno un problema, io decido abbastanza velocemente ; dove ci vuole un po più di tempo è per il regalo per te Anna cara, deve essere innanzitutto bello, ma bello bello, deve costare abbastanza, e sopratutto deve piacere a te , che come sappiamo tutte e due , hai dei gusti fini. Finalmente a furia di girare negozi, ho addocchiato una cosina molto bella che secondo me ti piacerà molto. Capitolo regali esaurito, entro per l'ultima volta in San Pietro, la coda non è come ieri, però fa un caldo boia in quanto il sole è allo zenith. In pochi minuti sono all'interno della basilica , scatto le ultime foto, tento con successo delle inquadrature che non avevo ancora osato prima e poi attendo l'ora della Santa Messa , alle 17 dietro l'altare papale , ossia l'altare dello Spirito Santo. Non è una messa solenne, però è piaciuta. Ho fatto la comunione ed a messa finita, ho raggiunto il 325 dell'Aurelia, dove mi reco alla camera 17 al primo piano e la mia delusione è grande quando mi accorgo che sulla vasca da bagno mancano sia i rubinetti che il doccino, per cui mi devo accontentare di rinfrescarmi utilizzando solo il lavabo. Cambio la biancheria intima che ho addosso, ritiro tutta la mia mercanzia , aggancio le borse alla bicicletta lucidata per il rientro a casa, non senza però prima aver polemizzato un po' con la suora che intelligentemente ha capito d'aver commesso un grosso errore. Dopo una giornata intera in San Pietro, va da se che una persona normale desidera una buona doccia, ci mancherebbe! Comunque, dato che ho da poco fatto la comunione, non ho nessuna voglia di litigare, quindi saluto freddamente la suora e me ne vado. Avrei voluto rimirare per l'ultima volta piazza San Pietro e fermarmi al solito ristorantino per un veloce spuntino e sul tardi dirigermi alla Stazione Termini , ma per fare le cose con calma ho preferito raggiungerla subito, Ho controllato gli orari che sono ok e mi dirigo verso una trattoria di fianco alla stazione dove ho pranzato discretamente. Dopo la mezzanotte rientro alla stazione, prima che chiudano, ed attendo pazientemente in sala d'aspetto, l'orario del treno ossia le 6,08.




il ritorno



Effettivamente attendere in stazione tutto quel tempo , non è per nulla piacevole, d'altronde non ho alternative e riesco a trovare degli espedienti per far passare il tempo più velocemente. Finalmente arrivano le 5,30, il treno è gia pronto al binario 24. Faccio un'abbondante prima colazione presso il bar della stazione e poi sistemo armi e bagagli sulla carrozza predisposta per il trasporto biciclette ed attendo l'ora della partenza per Pisa centrale dove cambierò linea ed alle 10,44 ripartirò alla volta di Milano centrale . Infatti il secondo treno è in perfetto orario , è un Intercity, Carico la bici su un apposito vagone dove c'è posto per almeno una cinquantina di biciclette. Assicurata a dovere agli appositi sostegni , prendo possesso nella carrozza assegnatami . Lo scompartimento è ottimo, con aria condizionata. Nel frattempo ricevo un messaggio da Claudio , mi dice che vorrebbe venire a Milano a prendermi. Di rimando gli consiglio di no perchè io con tutte le coincidenze, alle 17,30 sono gia a casa. Il treno fa tutta la costa ligure fino a Genova , però sono sul lato destro della carrozza per cui vedo solo rocce e colline. Sono un po stanco per via del caldo e l'unica cosa positiva è che fra un paio d'ore sarò in Centrale dove in bici raggiungerò Porta Garibaldi ed in un attimo sarò a casa. Ed anche questa seconda speciale avventura sarà terminata e tutto sarà andato secondo le previsioni, diciamo quasi tutto perchè è logico che quando si è in giro in questo modo, c'è sempre l'imprevedibile in agguato, comunque complessivamente sono felicissimo e soddisfatto. Fisicamente sono al Top, ho acquisito una agilita sorprendente , caduta a parte, che mi sembra di avere qualche anno in meno, ,poi però mi guardo allo specchio e scopro la verità. Non lo dico per vantarmi ma su mille persona della mia età, che si permettono il lusso di fare queste .............. pazzie, penso che si possono contare sulle dita di una mano! Certo che non potrò approfittarmi troppo, ne sono consapevole d'altronde è una cosa fisiologica, è una legge della natura che bisogna accettare col sorriso sulle labbra, senza rimpianti. Vero Anna ? Comunque non è ancora tempo di pensarci ed eccomi finalmente a Castronno, faccio i pochi metri che mi separano da casa ed entro trionfante in cortile dove Tu e Claudio mi stavate aspettando. Baci ed abbracci, finalmente sono di nuovo tra di voi, le persone più importanti della mia vita. La mia Via Francigena è ormai conclusa, queste sono le principali località incontrate durante il mio percorso :

  •  Pavia
  • Piacenza
  • Fiorenzuola d'Arda
  • Fidenza 
  • Fornovo
  • Sarzana
  •  Sivizzano
  •  Berceto
  •  Pietrasanta
  • Pisa
  • Lucca
  • San Giminiano 
  • Bolsena
  • Viterbo 
  • Vetralla
  • Sutri,   ed infine       

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    R    O    M    A

  • La  stessa, sorge sulle rive del Tevere, sopra una serie di colli in mezzo ad una pianura ondulata, a circa venti km dal mare. Ha l'aspetto di una grande e moderna metropoli, meravigliosamente bella per la posizione, per il cielo luminoso, per gli innumerevoli monumenti che le danno un carattere architettonico grandioso e solenne. Culla della civiltà occidentale e cuore del cattolicesimo, è detta anche la Città Eterna, l'Urbe, ossia la città per eccellenza, oggi è il centro, il cuore della vita politica e culturale italiana ed ha un peso notevole per la sua attività commerciale e industriale. La augusta testimonianza della sua storia e della religione e le straordinarie ricchezze del suo patrimonio artistico, hanno esercitato in tutti i tempi un irresistibile richiamo su tutte le genti, ponendola tra le principali mete del turismo internazionale. Di grandissimo interesse sono : Piazza San Pietro San Pietro in Vaticano Cappella Sistina Vittoriano Via dei Fori Imperiali Colosseo Fontana di Trevi Piazza San Pietro E' una delle più monumentali piazze del mondo che fa da vestibolo alla basilica , la quale domina il fondo della piazza con la sua maestosa fronte e la cupola. Capolavoro del Bernini che tra il 1656/ 57 curò questo immenso capolavoro formato da ben 284 colonne da 88 pilastri e coronata da una immensa folla di statue , 184 per l'esattezza. Al centro si erge un obelisco alto ben 25,50 metri , fiancheggiato da due bellissime fontane che viste in controluce, offrono un piacevole effetto.




CONSIDERAZIONI E CONCLUSIONI



La via Francigena è oggi, com'era parecchi anni fa il Camino di Santiago; una strada di pellegrinaggi, ricca di memorie, di sentimenti e di incontri. La speranza dei più è che la via Francigena ritorni ad essere come in passato una grande via di pellegrinaggio; possiede tutte le caratteristiche per esserlo; la tradizione, antichi tracciati, un ricchissimo patrimonio artistico, splendidi paesaggi e bellissime città e sopratutto è percorribile per tutte le direzioni, chiamata anche Romea per chi va a Roma e via Gerosolimitana per chi è diretto in Puglia con meta finale la Terrasanta. E' via Micaelica per chi va a Monte Sant'Angelo ed infine vie Compostelliana per chi la risale per raggiungere Santiago. In poche parole è una via di pellegrinaggio con una pluralità di mete che nessun altro itinerario possiede. E' in una posizione centrale nel traffico dei tre maggiori percorsi, Roma , Santiago e Gerusalemme e tutte le strutture che nel tempo arricchirono il percorso come: Monasteri, Chiese, Ospitali ecc., hanno contribuito a far mantenere al percorso una certa importanza. Comunque il pellegrinaggio verso Roma non si ferma mai, raggiungendo punte estreme durante gli anni Santi. Ora le nuove generazioni raccolgono l'eredità della via Francigena , con le sue strade, i suoi sentieri, le sue Chiese, i selciati consumati, le vecchie pietre con bassorilievi in memoria del tempo che fù. E' un patrimonio spirituale e culturale a cui ci è consentito gustare, ma sopratutto conservare e rispettare. Parlando sempre dei tre flussi principali, Santiago e Roma sono i più sentiti, mentre per Gerusalemme, la strada è ormai perduta, la via dimenticata. Una cosa molto importante che trovi lungo questi cammini di fede è la gratuità , ossia il rifugio gratuito , che comunque è buona norma lasciare sempre un'offerta. L'accoglienza, ossia il sorriso gratuito, il sole gratuito e la vita stessa è un dono gratuito. Ospitalità e accoglienza sono due parole magiche alle quali il pellegrino non rimane insensibile. Ho incontrato in questi giorni persone splendide che fanno dell'ospitalità e dell'accoglienza delle regole di vita; queste persone sono in genere religiose e religiosi ed anche molti volontari laici ed una cosa molto importante è che ti mettono subito a tuo agio, sempre con una parola buona e col sorriso sulle labbra, che è una cosa disarmante ed oserei dire contagiosa. E' stato bellissimo, ho visto cose eccezionali, i miei occhi sono letteralmente saturi; una persona comune per vedere quello che ho viso io in dieci giorni, impiega dieci anni senza esagerare. A parte le pochissime segnalazioni rispetto a Santiago, ho notato una assoluta mancanza di pellegrini, forse non è la stagione propizia. Ho notato inoltre che è molto diverso il rapporto con la gente del posto; se in Spagna le persone che incontravi , come minimo ti sentivi indirizzare un Buon Camino, da noi la gente è abbastanza indifferente ed ho avuto anche l'impressione che ti guardi con sufficienza, per lo meno la stragrande maggioranza. Sono comunque esperienze che,almeno una volta nella vita, vale la pena di cimentarsi. Una volta giunto a Roma, la città di Cesare e di Criso, una storia mai interrotta di idee e di immagini , di Dio e di Dei. Arrivati a San Pietro e passata la soglia della casa dell'Apostolo, il cammino del pellegrino non si ferma, proseguendo su un percorso che da sempre , è stato il pellegrinaggio romano ,con la visita ai luoghi della memoria della Fede. Perdersi a Roma tra chiese e rovine, tra sacro e profano è stata l'esperienza di tutti i pellegrini che utilizzavano guide che venivano redatte gia nel VII secolo ad uso dei viaggiatori. Come da tradizione , tappe d'obbligo sono : San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Infine le catacombe come quelle di San Callisto , meta di pellegrinaggi sin dai primi anni del cristianesimo. Chi ancora non vuole fermarsi ,può continuare a sognare e portarsi sul basolato della Via Appia . Guardando verso sud , con gli occhi del cuore, si può vedere il mare sul porto di Brindisi e pensare magari un giorno di partire da li per arrivare in Terrasanta , Gerusalemme, il pellegrinaggio perfetto. Comunque cara Anna, l'anno scorso appena rientrato dalla Spagna, ti ho fatto una promessa, che ti avrei portato a Roma. E questo è stato fatto. Secondo ,che ti avrei portato a Santiago, e questo avverrà nella primavera del 2007. Terzo e dulcis in fundo , io e te ci recheremo nel 2008 in terra Santa, perchè a questo mondo non è ancora proibito...................................Sognare ! CHI VIVRA', VEDRA'...................................!


 























f    i    n    e

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